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Solaris sarà open source


Sviluppata una licenza ad hoc, sottoposta a Open Source Initiative per l'approvazione.


L'impegno preso meno di un mese fa da Sun di rilasciare la nuova versione di Solaris come open source trova alcuni elementi di concretezza. Pare infatti che una bozza di una specifica licenza, chiamata Common Development and Distribution License, sia stata in questi giorni sottoposta al parere di Open Source Initiative (OSI).
Ovviamente si tratta solo di indiscrezioni, perché la software house stessa sostiene che non ha ancora deciso se tale licenza sarà applicata al proprio sistema operativo Unix-based. Comunque, la notizia rivela alcune decisioni di carattere strategico commerciale.

Dovendo scegliere tra una molteplicità di licenze sotto cui rilasciare il sorgente della propria ammiraglia, Sun ha deciso di crearne una specifica, un po' come fece la Mozilla Foundation nel 1998.

Tuttavia, a differenza della MPL, la CCDL non sarà free software, ma semplicemente open source. In altre parole, la CCDL è una licenza non compatibile con la General Public License, punto di forza del pinguino. Questo significa che non sarà possibile trasferire moduli sviluppati per Solaris nei pacchetti del cugino-rivale Linux. E viceversa, naturalmente.

In pratica, Sun si aspetta molto dai contributi di migliaia di sviluppatori che fatalmente metteranno le mani sul codice di Solaris, ma non vuole che tutto il lavoro sviluppato finora finisca, ipso facto, all'interno di piattaforme concorrenti.

Questo è il motivo della scelta dell'open source rispetto al free software, formalizzata con la presentazione della bozza della CCDL a OSI invece che a FSF. Le mosse dell'azienda mostrano che anche per Sun il vero rivale è il pinguino, vero asso pigliatutto nelle reti aziendali, con buona pace della campagna Get the Facts promossa da Microsoft.

Notizia pubblicata in data : 11 Dicembre 2004