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Le app vampiro che fanno morire la batteria all'insaputa dell'utente


Continuano a scaricare pubblicità fantasma in background, consumando batteria e traffico dati.


Se la batteria dello smartphone si scarica troppo in fretta, o se magari il consumo di banda sembra eccessivo, la colpa potrebbe essere della pubblicità nascosta. Uno studio pubblicato da Forensig ha infatti svelato l'esistenza di molte app che continuano a funzionare in background scaricando dalla rete banner pubblicitari in continuazione, ma senza mostrarli all'utente.

Al momento di venire installata, un'app di questo tipo chiede permessi un po' sospetti, come l'autorizzazione a impedire che il telefono vada in modalitàsleep, ad avviarsi automaticamente all'accensione dello smartphone e ad accedere ai servizi di localizzazione anche mentre si trova in background. Se l'utente, come capita spesso, non fa caso a queste strane richieste e dà il proprio assenso, l'app si installerà e inizierà a funzionare senza smettere mai, nonostante l'utente possa avere l'impressione di averla chiusa.

Resterà in background e da lì continuerà a scaricare banner simulandone la visualizzazione e, alle volte, persino dei click fraudolenti su di essi, ma senza che l'utente si accorga di alcunché a parte l'elevato consumo del traffico dati e della batteria. Nello scenario peggiore, nel corso di una giornata un'app di questo tipo può arrivare a simulare la visualizzazione di oltre 16.000 banner e a consumare più di 2 Gbyte di dati.

Un tale comportamento, oltre a comportare una seccatura per gli utenti comporta anche una perdita economica per gli investitori, che quando acquistano spazi pubblicitari si aspettano che i proprio banner vengano mostrati, non che vengano utilizzati di nascosto: Forensiq ha calcolato che le oltre 5.000 app truffaldine presenti nei vari store di Apple, Google e Microsoft costano ogni anno quasi 1 miliardi di dollari alle aziende che investono in pubblicità.

Dopo la pubblicazione dello studio, Google ha avviato delle proprie indagini ed eliminato da Google Play diverse app, senza tuttavia far sapere quali siano i software colpiti dal provvedimento.

Per quanto riguarda invece gli autori di queste diffusa truffa, Forensiq non ha le idee molto chiare: «Non sappiamo esattamente chi siano tutti quelli che sono coinvolti»- ha dichiarato il CEO e fondatore dell'azienda David Sendroff - «ma di sicuro molte persone traggono vantaggio da questa situazione».

Per aiutare gli utenti a proteggersi, i ricercatori suggeriscono di verificare attentamente i permessi richiesti dalle app prima dell'installazione e di verificare in seguito quali software consumano più banda e batteria; un altro consiglio è la possibilità di disattivare l'accesso alla connessione dati per quelle app che non ne hanno necessità.

 

Fonte: zeusnews.it

Notizia pubblicata in data : 04 Agosto 2015