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Il minireattore a fusione del MIT


Il reattore ARC fornirÓ energia nucleare pulita e a costi bassi.


L'hanno battezzato Reattore ARC come quallo che alimenta l'armatura di Iron Man, ed è il sogno che gli scienziati inseguono da decenni: un reattore a  fusione nucleare di dimensioni ridotte e perfettamente funzionante.

ARC sta per Conveniente, Robust and Compact, ossia Economico, Robusto e Compatto: le caratteristiche ideali che il reattore deve avere perché la fusione possa iniziare a essere utilizzata; oltre a ciò, ovviamente, deve anche essere in grado di produrre più energia di quella che serve a tenerlo acceso, cosa che i suoi predecessori finora non sono riusciti a fare.

progettarlo sono stati alcuni ricercatori del MIT,  che l'hanno descritto con una pubblicazione su Science Direct.

A rendere possibile l'ideazione del reattore ARC è una recente novità nella tecnologia dei magneti, ossia la disponibilità di nuovi superconduttori, in particolare i superconduttori REBCO (REBCO sta per Rare-Earth Barium-Copper-Oxide, ossiaOssido di Ittrio-Bario-Rame), che permettono di generare potenti campi magnetici adatti al contenimento del plasma ad altissima temperatura; allo stesso tempo, grazie a questa soluzione non è più necessario che il reattore sia di proporzioni enormi.

Un reattore più piccolo è anche meno costoso e più rapido da costruire. In breve, per citare il professore Dennis Whyte, primo autore dello studio che descrive il reattore ARC, la possibilità di utilizzare questi superconduttori«cambia tutto».

Inoltre, «il campo magnetico molto più intenso permette di raggiungere prestazioni molto maggiori» come racconta Brandon Sorborn, coautore dello studio. «Ogni aumento del campo magnetico è un'enorme vittoria»: per esempio - spiega ancora Sorborn - raddoppiarne l'intensità significa ottenere prestazioni sedici volte superiori.

Grazie ai nuovi superconduttori non si riesce a produrre un raddoppio nell'intensità del campo magnetico, ma ciò che si ottiene è comunque sufficiente per aumentare di 10 volte le prestazioni rispetto all'utilizzo dei superconduttori tradizionali.

Al momento, il reattore a fusione più potente del mondo è (o dovrebbe essere) il gigantesco ITER, che è in costruzione in Francia: la spesa per realizzarlo è di 40 miliardi di dollari. Il reattore ARC sarebbe in grado di eguagliarne la produzione ma con un costo di molto inferiore e con dimensioni dimezzate.

 

Fonte: zeusnews.it

Notizia pubblicata in data : 04 Settembre 2015