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Prendiamo atto dell'ACTA


L'accordo contro la contraffazione e la pirateria digitale in dirittura d'arrivo. C' il rischio di un'Hadopi mondiale.


Si terrà in Giappone nel corso di questo mese l'ultima riunione operativa del gruppo di studio incaricato di definire regole comuni per combattere la contraffazione dei prodotti commerciali e, in primo luogo, di stroncare il download illegale, definito "nefasto per l'economia mondiale".


All'inizio di settembre si sono avute riunioni informali e segretissime tra industriali, grandi azionisti, rappresentanti sindacali e di organizzazioni non governative da cui è trapelata la contrapposizione tra la tesi dei francesi, che vorrebbero un recepimento tout court della loro Hadopi, e il "gruppo dei 12" che teme ripercussioni politiche in caso si adottasse un comportamento troppo oppressivo.

E' indubbia l'utilità di stabilire un quadro comune di lotta contro il proliferare della contraffazione e della "pirateria" che danneggia il commercio legale e il futuro sviluppo dell'economia mondiale; ma il tentativo di obbligare i fornitori di connessione a filtrare preventivamente tutte la comunicazioni si presenta inutile oltre che dannoso, come da tempo viene fatto rilevare.

Del resto, persino i francesi sembrano ormai essersi arresi all'evidenza, perché dal testo dell'Hadopi2 sembra scomparso l'obbligo (a cura e spese degli utenti) di installazione di appositi programmi limitativi e di controllo; resta tuttavia l'incognita della valutazione certamente sfavorevole del giudice in caso di contestazione di download illecito.

Accantonata di fatto la "risposta graduale", si attende ora la pubblicazione del testo definitivo dell'ACTA, che dovrebbe essere diffuso in ottobre nonostante la prevedibile opposizione degli Stati Uniti, i quali preferirebbero mantenerlo segreto; alla diffusione della versione definitiva si sono tuttavia espressamente impegnati tutti i negoziatori europei.

D'altra parte, le regole internazionali si presenteranno come un accordo di minima: ogni nazione resterà libera di legiferare su varianti e inasprimenti per proprio conto.

Quanto all'Europa, vedremo presto se lo sciovinismo transalpino avrà la meglio sulle regole comunitarie, cosa non impossibile anche per il sostegno che un'apertura in questo senso arriverebbe di sicuro da alcuni Paesi, tra cui l'Italia.

 

Fonte: ZeusNews.it

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