Per raggiungere il sogno di realizzare Avatar, Cameron ha dovuto letteralmente inventare un complesso di tecnologie, oltre che spingere le sale cinematografiche di tutto il mondo a riattrezzarsi per consentire agli spettatori di fruire dell'esperienza in 3D e in prima persona. Avatar è una produzione che non ha precedenti sul piano tecnologico, oltre che dal punto di vista di marketing visto che ha coinvolto attivamente e gli esercenti cinematografici, che hanno dovuto riadattare le sale, e gli spettatori, "portati" a vivere lo spettacolo in prima persona.
Il registra ci cimenta così nella realizzazione di un idea: costruire "il sacro graal di tutte le videocamere", un apparecchio ad alta definizione per lungometraggi in due e tre dimensioni. Non era un esperto, conosceva solo quegli occhialetti rossi e blu da due soldi che si usavano per i film in 3D convenzionali. Erano notoriamente scomodi e le immagini potevano provocare dei gran mal di testa, se i proiettori non erano calibrati alla perfezione. Cameron era convinto che ci dovesse essere un modo per fare di meglio. Quello che gli interessava davvero era esporre la sua visione delle videocamere di nuova generazione: manovrabili, digitali, ad alta risoluzione e in 3D.
Per Avatar, Cameron ha rivoluzionato il modo di fare le riprese. Molte delle incombenze che solitamente sono assegnate alla fase di post-produzione, infatti, sono state risolte in contemporanea alla fase di ripresa. Molte delle virtualità digitali che necessitavano un'elaborazione per essere viste e maneggiate grazie alla nuova tecnologia possono essere gestite in tempo reale. La tecnologia Simulcam: tramite la Performance Capture i cui movimenti corporei risultano generati in tempo reale sulla riproduzione virtuale della scena attraverso le tute da Motion Capture indossate dagli attori. Ed in seguito sovrapporre in tempo reale le riprese in Performance Capture con vere e proprie sequenze in live-action.
La maggior parte delle riprese sono state realizzate tra le Hawaii e Los Angeles. Quelle legate agli effetti speciali sono state prodotte negli studi di Weta Digital. Le principali riprese di Avatar, quelle delle scene ambientate su Pandora, si sono svolte in un grande magazzino svuotato e riempito di pareti verdi e sensori. Tutto è sistemato in modo che le camere puntate sugli attori (che indossano tute anch'esse piene di sensori) possano mostrare in tempo reale al regista una versione in bassa qualità dei personaggi digitali che si muovono come gli attori nell'ambiente virtuale. Così Cameron dirige le scene vedendo subito il risultato.
È stata adottata anche una nuova tecnica per quanto riguarda le espressioni facciali dei personaggi. Tutti gli attori sono equipaggiati con un braccio rigido attaccato al loro corpo sulla cui estremità è montata una telecamera che riprende i movimenti e le espressioni del viso.
Quello che Cameron vede è un framework digitale con dei marcatori che gli permettono di capire la posizione degli attori all'interno della scena; attraverso specifici algoritmi, realizza i movimenti muscolari unendo le curve generate dai marcatori. Solo completata questa fase si ottiene una struttura poligonale per i vari personaggi, a cui vanno applicati ulteriori filtri per rendere l'immagine più realistica, oltre che gli effetti di post-produzione; il risultato ad oggi è evidente quanto apprezzato da milioni di persone che continuano a rivedere Avatar
Fonte: HardwareUpgrade.it