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Le tessere-fedeltà di Microsoft


Sconti, rimborsi e benefici vari alle imprese che installeranno Windows e rimuoveranno i browser concorrenti.


Non riuscendo a imporsi nel campo delle innovazioni tecnologiche e messo in difficoltà da Firefox nel campo dei browser, Microsoft potrebbe iniziare a ricorrere a una discutibile politica commerciale che consisterebbe nel premiare quei grandi complessi che ad esempio obbligassero i dipendenti a utilizzare Windows Live Search nelle loro escursioni sul web.

In concreto, per riuscire a completare la nuova mission, denominata Microsoft Service Credits for Web Search, la Casa di Redmond offrirebbe a ogni azienda sino a 25.000 dollari quale "premio per l'impegno assunto" e da 2 a 10 dollari per ogni postazione lavorativa, oltre a corsi gratuiti di formazione per i dipendenti o sconti particolari nell'acquito del software.

Basta fare il conto della serva per vedere come una grande impresa potrà guadagnare centinaia di migliaia di dollari ogni anno a seconda del reciproco livello d'impegno; altri benefici sono assai più indiretti e difficilmente quantificabili, come ad esempio le "dritte" per disinstallare gli altri browser e le barre di ricerca alternative, a cambiare la pagina di default, a utilizzare al meglio Internet Explorer 7 oppure Windows Live Search. Insomma, come si è espresso un commentatore con una felice sintesi, "Microsoft apre il portafogli per mettersi le ditte in tasca".

Al riguardo pare che l'interessata abbia confermato il fatto, ma ovviamente questa sarà una guerra da combattersi su più fronti e che non potrà esaurirsi in poche battaglie. Da pochi giorni ha infatti stipulato un accordo con la cinese Lenovo per sostiture Windows Live ai servizi Google prima preinstallati sui computer: similmente i portatili ThinkPad e i desktop ThinkCenter si accenderanno con i programmi di navigazione e di ricerca imposti da zio Bill.

Tuttavia, secondo un sondaggio effettuato dallo specialista Xiti, in Europa Firefox continua a guadagnare utenti e si attesta ormai su circa il 25% e quanto a Google negli States sarebbe a altre il 55% del mercato contro un misero 10% di Microsoft; ad affermarlo è un recentissimo studio di Nielsen NetRatings, per cui dovrebbe rispecchiare abbastanza la realtà dei fatti.

Fonte: www.zeusnews.it

Notizia pubblicata in data : 27 Marzo 2007